### Introduzione alla credenzialità digitale nel contesto amministrativo italiano
a) Nel panorama digitale italiano, la credenzialità digitale è il fondamento per l’accesso sicuro ai servizi pubblici, regolata da riferimenti chiave come il D.Lgs. 82/2015, la normativa GDPR e le Linee Guida AGID. Il sistema PEC (Posto Elettronico Certificato), abbinato al PIP (Certificato di Identità Digitale), SPID (Sistema Pubblico di Identità) e CIE (Certificato di Identità Elettronica), costituisce l’architettura base per l’identità digitale del cittadino. Il Tier 2 della classificazione dei livelli di credenzialità introduce una distinzione chiave: il livello Tier 3 rappresenta la massima affidabilità, basata su autenticazione multi-fattore avanzata, verifica biometrica digitale, timestamp crittograficamente verificabili e integrazione con infrastrutture di trust federate.
b) La validazione automatica dei livelli Tier 3 è cruciale per garantire non solo la sicurezza, ma anche la conformità normativa e la fiducia degli utenti nei servizi digitali amministrativi, riducendo drasticamente accessi fraudolenti e garantendo accessi tempestivi e conformi.
c) Gli strumenti open source offrono una soluzione efficace per ridurre i costi di implementazione, aumentare la trasparenza e consentire la personalizzazione avanzata, fondamentali per enti pubblici con esigenze di scalabilità e sicurezza elevata.

### Fondamenti tecnici della validazione dei livelli di credenzialità
a) La classificazione dei livelli Tier si struttura in:
– **Tier 0**: nessuna forma di credenziale digitale riconosciuta, accesso limitato a canali cartacei o non certificati.
– **Tier 1**: credenziali base (SPID o CIE), con autenticazione a fattore singolo (password + token), senza verifica avanzata dell’identità.
– **Tier 2**: livello avanzato, richiede autenticazione multi-fattore (MFA), verifica biometrica (impronte, riconoscimento facciale), timestamp certificati tramite orologio sincronizzato NTP, e cross-check con database ufficiali (SPID/PIP).
– **Tier 3**: massima sicurezza, include crittografia avanzata (firme digitali verificabili con PEP 847), validazione dinamica dei timestamp, revoca in tempo reale tramite OCSP-like o liste di revoca distribuite, e integrazione con sistemi federati.

b) I criteri di livello sono definiti tramite attributi gerarchici:
– Autenticazione multi-fattore (MFA) obbligatoria
– Biometria digitale certificata (formato PEP 847 con schema validazione rigoroso)
– Timestamp verificati con orologio sincronizzato NTP (±5 minuti tolleranza configurabile)
– Cross-check con database certificati (SPID, PIP, ACI)
– Audit trail completo e logging dettagliato per tracciamento compliance

c) L’architettura a microservizi distribuita garantisce scalabilità e resilienza:
– **Componente autenticazione**: gestisce MFA, biometria e token validation
– **Engine policy**: motore di policy basato su XACML (o regole custom in Python/Java) che applica criteri dinamici
– **Componenti di logging e monitoraggio**: sistema centralizzato con tracciamento audit trail, alert in tempo reale e integrazione con ELK Stack per analisi forense

### Metodologia per la progettazione del processo di validazione automatica Tier 3
a) **Fase 1: Mappatura normativa e compliance**
– Analisi dettagliata di D.Lgs. 82/2015 (sul PEC e identità digitale), GDPR (protezione dati), Linee Guida AGID (architetture di riferimento).
– Identificazione dei requisiti di sicurezza per il livello Tier 3: autenticazione crittografica avanzata, revoca dinamica, integrazione con SIdC e OpenID Connect.
– Valutazione del contesto operativo: utenti 150k+ enti regionali con sistema legacy ibrido, necessità di interoperabilità con sistemi esistenti.

b) **Fase 2: Modellazione gerarchica degli attributi di credenzialità**
– Creazione di un modello dati gerarchico con attributi:
– *Fattori d’autenticazione* (fattore 1: password, fattore 2: token MFA, fattore 3: biometria PEP 847)
– *Timestamp* con sincronizzazione NTP e tolleranza ±5 minuti
– *Certificazioni* (SPID, PIP, ACI) con validazione schema PEP 847
– *Audit trail*: ID utente, timestamp accesso, stato validazione, IP di origine, risultato policy engine

c) **Fase 3: Implementazione del motore policy con XACML e regole custom**
– Sviluppo di un motore policy in Java/python che interpreta policy dinamiche basate su attributi (es. “Accesso consentito solo se SPID + biometria + timestamp valido e certificato SPID/PIP attivo”).
– Integrazione con framework XACML 2.1 o engine custom per policy expression (es. regole basate su attributi JSON o XACML policy XML).
– Esempio di regola policy:
«`xml

(SPID_Valid = «true» AND
Biometria_Certificata = «true» AND
Timestamp_Valido = «true» AND
SPID_Attivo = «true» AND
PIP_Certificato_NonRevocato = «true»)

«`

d) **Fase 4: Integrazione con identità federate (SIdC e OpenID Connect)**
– Configurazione di un gateway OAuth2/OpenID Connect per federazione con SIdC regionali e Active Directory certificati.
– Validazione del token JWT con firma RSA, verifica della claims (nazione, ruolo, periodo validità).
– Sincronizzazione NTP (es. con servizi di pool pubblici) per garantire timestamp verificabili entro ±5 minuti, essenziali per la validazione Tier 3.

e) **Fase 5: Testing automatizzato con tool enterprise**
– Utilizzo di Postman per test API REST dei servizi di autenticazione e policy engine.
– Selenium per simulare flussi utente complessi (inserimento credenziali, validazione biometrica, gestione revoca).
– Framework custom per testing di penetrazione, fuzzing e simulazione attacchi MITM e replay (Metasploit, OWASP ZAP).
– Creazione di pipeline CI/CD con GitHub Actions per testing automatico su ogni commit, garantendo stabilità e sicurezza.

### Fase di implementazione: sviluppo del motore di validazione Tier 3 con pipeline di dati e sicurezza avanzata
a) **Pipeline di dati e ingestione token**
– Ingestione token digitali (JWT PEP 847, certificati OCSP) da fonti autorevoli (SPID, PIP, ACI).
– Cross-check con database certificati via API REST sincronizzate, con cache Redis per ridurre latenza (tolleranza ±5 minuti).
– Processo di validazione incrementale: token invalidi rilevati in 200ms, validi memorizzati con snapshot di stato per audit trail.

b) **Confronto crittografico e validazione timestamp**
– Firma digitale dei token verificata tramite chiavi pubbliche certificate.
– Timestamp validati con orologio NTP sincronizzato, tolleranza configurabile via variabile ambiente `TIMESTAMP_TOLERANCE` (default ±5 min).
– Esempio di validazione in Python:
«`python
import jwt
from datetime import datetime, timezone
import ntpclient

def validate_token(token, key_pub, ntp_server=»pool.ntp.org»):
try:
decoded = jwt.decode(token, key_pub, algorithms=[«RS256»], options={«verify_exp»: True})
now = datetime.now(timezone.utc)
token_now = datetime.strptime(decoded[«exp»], «%Y-%m-%dT%H:%M:%SZ»).replace(tzinfo=timezone.utc)
if (token_now – decoded[«iat»]).total_seconds() > 300: # 5 min tolerance
return False, «Timestamp scaduto o fuori tolleranza»
return True, decoded
except Exception:
return False, «Token non valido o malformato»
«`

c) **Logging e audit trail con ELK Stack**
– Implementazione di log strutturati in JSON, inviati via Fluentd a Elasticsearch.
– Campi chiave: utente, ID sessione, timestamp accesso, stato validazione, IP, risultato policy engine, codice errore.